1. INTERFACCIA.
Cos'è RealFlow? E' un simulatore dinamico. E' in grado di gestire interazioni fra corpi rigidi, ma in particolare si specializza nella simulazione del comportamento dei fluidi.
E'
fatto così:
Appena
viene fatto partire, compare una finestra in cui è possibile definire
il nome del progetto:

La
finestra si apre ogni volta che creiamo un nuovo progetto con l'icona di creazione:
Verrà
creata una cartella con il nome indicato in Project Name. Dentro saranno automaticamente
create delle cartelle di progetto nei percorsi indicati dove realflow salverà
i dati di simulazione.

I progetti salvati in precedenza verranno elencati nella parte inferiore della finestra.
E'
possibile impostare un percorso come predefinito dentro il quale salvare i progetti
RealFlow da qui:

Nelle
preferenze è possibile scegliere lo spazio di lavoro alla voce Axis Setup.

La
gestione della scena avviene tramite 4 viste: una prospettica e 3 ortogonali.
I
comandi per la gestione delle viste sono:
Arc Rotate: ALT + LMB
Pan: ALT + MMB
Zoom: rotella del mouse.
La vista attiva ha il nome scritto in verde. Le altre sono scritte in bianco.
Sulle
viste in alto a sinistra si trovano queste icone:
Il
quadruccio singolo permette di definire il tipo di suddivisione sulla finestra
corrente. Quello con i 4 quadrucci permette di suddividere la finestra corrente.

Tasti rapidi per cambiare vista:
1: Top
2: Front
3: Side
4: Perspective
5: Camera
ALT+W: ingrandimento della vista.
Quando
si ingrandisce una vista a tutto schermo, conviene impostarla successivamente
su Single View per risparmiare memoria.
In alto a sinistra troviamo queste icone:
Da
sinistra a destra: Nuovo file, Load e Save.
Seleziona,
Trasla, Ruota, Scala.
![]()
(Tasti rapidi: Q,W,E,R)
Creiamo
un oggetto di prova:

Gli
assi delle trasformazioni di base appaiono così:
Clicca e trascina su un asse per applicare la trasformazione.
Questa
icona permette di scegliere fra sistema di riferimento World oppure sistema
di riferimento Local.
![]()
Le
trasformazioni di base possono essere applicate anche in basso a destra nel
pannello Node:
Nel
menù a tendina in alto si trova la lista degli oggetti presenti nella
scena, dalla quale è possibile selezionare un oggetto.
La
selezione è possibile effettuarla anche dal pannello a destra NODES.
Nella
tendina Nodes vengono visualizzati gli oggetti presenti nella scena.
Nella
tendina Exclusive Links si definisce l'insieme di oggetti che interagiscono
fra di loro in maniera esclusiva.
Nella
tendina Global Links tutti gli elementi presenti interagiscono fra di loro.
Cliccando
con il destro su una vista qualsiasi si ottiene questo menù per potere
gestire le viste e l'inserimento degli elementi.
Quando
si seleziona un elemento, i suoi parametri appaiono qui:
In
basso troviamo la Timeline:
I
due valori in basso a destra nella vista indicano:
TC (Time Code): tempo trascorso lungo la Timeline.
ST (Simulation Time): tempo trascorso durante il calcolo della simulazione.
Consideriamo
i due numeri a fianco:
Il
primo indica il fotogramma finale di riproduzione dell'animazione (fino a dove
arriva il "Play" per intenderci), il secondo la lunghezza della Timeline.
Più
a destra abbiamo questi comandi:
SIMULATE: avvia la simulazione.
RESET: resetta la simulazione.
Gli altri sono i soliti comandi di Play.
Premendo
su SIMULATE si avvia la simulazione dinamica.
Nella Timeline appare in arancione l'intervallo di tempo simulato. Scorrendo
il cursore è possibile visualizzare una preview.
![]()
I numeri agli estremi sinistro e destro indicano l'intervallo di riproduzione (in questo caso tra 0 e 100). Il numero a destra ancora (nell'esempio 200) indica l'intervallo di simulazione.
I
quadrucci colorati indicano il tipo di elementi nella scena che verrano salvati
nella simulazione:
- Blu: oggetti.
- Viola: meshes
- Giallo: elementi dinamici
- Verde: viewport preview.
All'estrema
sinistra della Timeline troviamo il Lock Simulation.

Attivalo quando è necessario avviare una simulazione senza registrarla. Serve per stabilizzare un sistema dinamico prima registrare le sue variazioni.
In
basso a destra si trovano i controlli per la simulazione.
Reset:
viene cancellata la simulazione calcolata in precedenza.
Reset To Initial State: cancella la simulazione fino allo stato salvato in precedenza.
SIMULATE: avvia la simulazione.
E'
possibile impostare dei filtri per la simulazione.
Le
opzioni di simulazione sono queste:
I comandi di riproduzione sono questi:
K:
crea una chiave di animazione per ogni canale di trasformazione dell'oggetto
selezionato.

Da
qui si apre la finestra di esportazione.

Qui
si indicano quali elementi della scena esportare.

Inseriamo
nella scena un elemento emettitore dall'icona con i 3 pallini:


Creiamo
un emettitore circolare.
A
destra l'emettitore appare nella categoria degli Emitters.
In
basso appaiono i parametri del nodo emettitore.

Spostiamo
e ruotiamo l'emettitore così:
I
pulsanti rapidi per le trasformazioni di base sono:
Q: selezione.
W: traslazione.
E: rotazione.
R: scalatura.
I
comandi relativi sono questi in alto a sinistra:
Inseriamo
nella scena un campo di forza gravitazionale. Occorre andare nella categoria
dei Daemons: l'icona con le freccette rosse.
Scegliamo
il Gravity. E' un campo di forza che può agire sia sulle particelle che
sui corpi rigidi (è indicato dalle due iconcine a fianco).

Nella sezione Global Links sono indicati gli elementi che interagiscono con tutti gli altri nella scena. Nella sezione Exclusive Links invece è possibile specificare dei link esclusivi fra alcuni elementi.
I
parametri del Gravity sono questi:

In
basso a destra clicca su SIMULATE per avviare la simulazione.
Man
mano che viene calcolata, sulla barra temporale appare un intervallo colorato
per indicare la parte simulata.

La
simulazione viene salvata solo se è indicata nella finestra Export Central,
che trovi qui:


In
questo modo il cursore temporale mentre si sposta viene sottolineato da una
zona arancione, che indica il salvataggio.
Le
informazioni su ogni fotogramma relative al Circle01 vengono salvate in una
sottocartella di quella in cui è stato salvato il progetto (vengono automaticamente
create delle sottocartelle da RealFlow per salvare i dati).

Importiamo
nella scena un oggetto su cui le particelle collidono. In RealFlow l'emettitore
è posto alla coordinata Z=5. Perciò in 3DStudio disegniamo un
oggetto e poniamolo in modo che il punto più alto si trovi più
o meno ad altezza Z=4.
Poi
andiamo al pannello Utilities e prendiamo questa funzione:
Questa
funzione serve ad esportare le geometrie create in 3Dstudio in un formato che
può essere importato all'interno della scena di Realflow.
Clicca su SD Saver Settings per definire cosa esportare.
Clicca
su SET e si aprirà la finestrella per definire anche l'intervallo di
esportazione.
Clicca
su Save Sequence e salva le informazioni in un file che ha estensione .SD. E'
un formato di collegamento fra le applicazioni 3D e Realflow.
Vai
in Realflow e importa la scatola dalla categoria Objects.


Nella
scena la superficie della scatola appare triangolarizzata. Non può essere
spostata.

I
parametri della scatola sono questi:
Se
nella tendina Node si clicca sul pulsante SD <->Curve è possibile
gestire le trasformazioni di base della scatola.
La
scatola è automaticamente inserita nella sezione Global Links, perciò
già interagisce con il sistema particellare.

Prima
di fare partire la simulazione però occorre resettare quella precedente
cliccando sul pulsante Reset.

A
questo punto importiamo la simulazione dentro 3DStudio.
Vai qui:
Poi
crea un oggetto NLParticles2.

Fra
i suoi parametri clicca su Select File Sequence.
Poi
vai a prendere il primo file che appare in questa cartella nella directory dove
hai salvato il file Realflow:
A
questo punto nella scena viene importato il sistema particellare simulato. Fra
i parametri dell' RF si trovano tutti queli classici per gestire le caratteristiche
delle particelle.

Se la scatola è animata in 3DStudio l'intera animazione può essere
esportata in RealFlow, facendo interagire la superficie animata con le particelle
che poi possono essere importate in 3DStudio, alla fine della simulazione.